(…in treno)
Il libro appoggiato sulle gambe fa sentire tutto il peso della sua storia. Ancora 200 pagine ed è finito. Ha già divorato oltre 4/5 del libro.
Mafalda non sceglie un libro a caso. Istintivamente le capita in mano quello giusto. Quello che le comunica qualcosa. O le lancia un messaggio personale. Un’idea.
Lo stesso libro, un anno prima o uno dopo, non potrebbe leggerlo. Se lo dimenticherebbe sullo scaffale. Lo rifiuterebbe.
Ma quando il libro è quello giusto allora le basta sfiorarlo, leggere due righe. Rileggere il titolo e sa che è arrivato il momento di leggerlo!
Questa volta poi, il libro non l’ha scelto lei. Gliel’ha regalato un suo amico. Gliel’ha piazzato in mano dicendole Mafalda, questo te lo leggi perché è un libro che ti piace. Storie di vita avventurosa e personaggi fuori di testa come piacciono a te.
Mafalda ha sorriso. Non per ringraziare, ma per la presunzione affettuosa dell’amico di conoscerla. Ed è vero.
Mafalda ricorda di aver guardato però preoccupata il mattone in grembo. Con tutti i libri impilati sullo scaffale che aspettavano il loro turno, questo qui programmava di affrontarlo fra un sei mesi circa. Magari durante le vacanze estive.
Eppure dopo qualche giorno e dopo aver finito un bel giallo americano è toccato a lui.
Lui iniziò ad osservarla dallo scaffale. Con fare paziente e insistente. Lei rispondeva al suo sguardo con discreto distacco. Sapeva che era lui che ci voleva al momento. Aveva voglia di farsi avviluppare dalle sue pagine per qualche settimana. E scomparire fra le sue righe d’inchiostro. Lasciarsi inondare dalle emozioni e riflettere sui suoi messaggi in codice. Sapeva che le avrebbe dato qualcosa da portare con se.
Imbarazzata, si era così scusata con gli altri. Impazienti e impolverati. Abbandonandoli momentaneamente con promesse vane. E scuse di circostanza. Per dedicarsi a lui.
Ora, in questo viaggio in treno lo terminerà. Un paio di centinaia di pagine ancora. Tempo per accomiatarsi dai personaggi. Dal paesaggio. Dai suoi odori. Dai suoi sapori. Rivivere col pensiero i punti salienti felici e sofferti della storia. Un viaggio in una storia altrui. Una storia in viaggio. Con un inizio e una fine. Come il viaggio che sta facendo lei. Con un inizio e una fine.
Viaggi che si ripetono con moto perpetuo evidenziando l’inizio e la fine di un cerchio.
Come la vita.
Mafalda sa, ma non condivide, che per alcuni è una linea retta.






