Seduto in una stanza guardo il mondo dal basso. Ti guardo.
Ricordo ogni istante del nostro primo incontro. Ricordo ogni carezza che non mi hai negato. Ricordo ogni tuo sorriso.
Mi hai accolto fra le tue braccia quando credevi mi sentissi perso. Mi hai accarezzato guardandomi negli occhi e amandomi immediatamente. È stato un amore sincero il tuo. Irresistibile. Mi hai creduto tuo. No. Non tuo. Ho creduto tu fossi mia. No neanche. Noi non possiamo possedere non ne siamo capaci.
Mi hai creduto e basta!
Possedere perché?
No. Tu no.
Ora, sdraiato al tuo fianco mi dici qualcosa che non capisco. I tuoi occhi nei miei. La tua voce è dolce. Va tutto bene?
E mi metti alla porta.
Seduto davanti a quella specie di muro guardo il mondo dal basso.
Una porta è chiusa e cerco di ricordare le tue parole. Mi hai detto che non sono tuo Che non hai nessun diritto su di me. Che lei mi vuole indietro.
Tuo? Suo?
Io non appartengo a nessuno. Come tu non appartieni a nessuno.
Ti chiamo mentre siedo ancora davanti alla tua porta. Chiusa.
Aprila.
Noi non siamo fatti per le barriere.
Sponge-Pot
(Il "tuo" gatto)
…grazie...
PS : Sponge-Pot è Il gatto indiscusso dei miei vicini...che ha deciso che da me si vive meglio...
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