Truccata al punto giusto. Un bel caschetto nero pece a nascondere la sua età. Mal celata dalle profonde rughe del viso. Gli occhi neri, perfettamente intonati al colore dei suoi capelli, risaltavano come pugni negli occhi sulla pelle chiarissima.
Se ne stava li. Davanti a un tavolo vuoto. Parlando di tutti i suoi problemi. Di chi la faceva arrabbiare. Di chi non c’era. Di cosa le mancava. Di quello che aveva di troppo.
L’accento francese dava un tocco di dolcezza al tedesco che parlava. Dolcezza di suono. Durezza di parole. Espressioni di esperienze di vita riassunte nella musicalità della sua voce.
I tavolini intorno a lei erano pieni di gente intenta a mangiare. Ogni tanto qualcuno si girava verso la donna. Soprattutto quando qualche parola di troppo usciva dalla scala dei rumori accettabili. Qualcuno rideva. Qualcuno sorrideva. Qualcuno si intristiva.
Lei era li. In piedi davanti al tavolo di nessuno. Con nessuno seduto al suo tavolo. Rabbiosa e triste. A tratti lamentandosi della sua spesa che non aveva. Della commessa sgarbata che non c‘era. Del suo compagno assente. Del pranzo immangiabile sulla tavola sparecchiata.
Urlava. Si infuriava. Si placava. Per poi ricominciare da capo. Gli stessi argomenti ripetuti in cantilena. All‘infinito.
Discuteva con la sua più acerrima nemica: discuteva con se stessa.
category: racconti, vecchi post, truccata
comments: commenti (8)(popup) | commenti (8)







