lunedì, 03 marzo 2008,23:30

Le dita scorrono abilmente sul bianco e nero. Ripercorrono una strada conosciuta e assaporata in ogni tempo. Il rumore della città non riesce a sovrastare l’intensità delle note richiamate in vita. Insieme ai ricordi mai sepolti.

 I sorrisi e le risate che accompagnano un viaggio per l’ennesimo concerto da non perdere.

 Tre per tre amici. Milano Zurigo e ritorno. Dopo. Prima la musica.

 Il concerto alla Rote Fabrik. E per quello le ore di viaggio da mettere in conto sono poca cosa. Il piacere che precede l’evento li contagia e aumenta ad ogni chilometro che il treno macina.

 Zurigo. Una bella città. La Limmat, il suo fiume. Il suo lago. La lingua sconosciuta ed ostica ai non addetti ai lavori.

 E lui.

 Il grande amico. Lei. La donna del suo amico.

 E le dita sfiorano senza sosta un tasto bianco dopo l’altro. Uno nero, fra l’uno e l’altro.

 Cerca i dettagli del viso e li ricalca con la memoria, disegnando i suoi compagni di viaggio ancora una volta.

 Lei si faceva già allora. Loro fumavano di tanto in tanto qualche joint.

 E il concerto era maledettamente generoso.

 Era…

 Il ricordo lotta col ricordo. Arrivano le voci ricordate e non volute che aumentano il ricordo stesso. I visi e i volti di quei giorni. 

 E le dita scorrono sulla tastiera dolorosamente. Mentre la musica intensifica i colori del passato.

 Un passato improvvisamente reale.

 Dove lui è morto. In un passato molto presente. Di AIDS.

 Di lei si dice lasci impronti sulla spiaggia di Ibiza.

      
                                                                                                                                                        
(Da e per Franc)

author: anele65
category: racconti, milano, zürich, die rte fabrik
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Commenti
#1   04 Marzo 2008 - 21:56
 
bacionotte dolce ricola...ah ah ah
un abbraccio
Fedele
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#2   08 Marzo 2008 - 18:26
 
Le ombre troppo spesso divengono di carne e sangue. Basta ricordarsi che sono solo ombre.
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