Agire. Reagire. Intraprendere. Risolvere. Attaccare. Difendersi. Fare.
Va tutto bene. Finché si può fare e decidere di decidere o di non decidere. Va tutto bene.
Mafalda spulcia fra i suoi pensieri alla ricerca di qualcosa che non trova. O che trova troppo velocemente e non desidera per forza trovare. Quindi lo ricaccia in fondo alla mente.
I fogli sono sparsi sui cuscini. Il laptop sulla pancia. La pancia sdraiata sul divano. Maffy, la micia, tutta nera, lunga e diritta appiccicata al suo fianco.
Tutto sembra a posto.
Eppure questo momento è inutile. E ogni azione che lo accompagna addirittura ridicola.
Fuori il grigio del cielo. Dentro il grigio dell’anima.
Non serve a nulla. Non serve. Non serve. Non serve.
Questa settimana voleva parlare d’immigrazione. Invece le viene in mente solo la parola inutile.
Mafalda sente un senso d’impotenza sovrannaturale. E rabbia.
Non posso cambiare le cose. Questo è quello che mi brucia. Mi brucia e fa male. Posso solo cambiare me stessa. Ma non l’IO. Posso cambiar il mio pormi di fronte al mondo. Il mio agire e il mio reagire. Il mio pensare razionale.
Non le mie emozioni. Non il mio inconscio.
Mafalda scrive due righe. Poi quattro. Pone la questione principale al lettore:
La sete di potere è la reazione conscia alla paura inconscia del sentirsi impotente?Non tutti i potenti hanno sete di potere. I grandi uomini della nostra storia non erano tutti assetati di potere sebbene potenti.
Essere impotenti davanti alla vita è la peggiore sconfitta che si possa subire? È una sconfitta che ci insegna a crescere o ci piega? Ci spezza?
Mafalda crede che possa spezzarci. Possa piegarci. Possa farci crescere. Dipende da che sconfitta si subisce. Da che senso di impotenza si prova. In quale momento della vita si incrocia questa sensazione di impotenza. Dalle circostanze. Dalla forza personale di chi la subisce.
Davanti alla morte? Davanti alla mancanza di rispetto della vita umana? Davanti all’egoismo personale o sociale? Davanti a un mondo che brucia di solitudine, di abbandono, di menefreghismo ad opera di scintille umane?
Mafalda stasera si sente il mondo. La parte di mondo marcia. Quella che non dovrebbe mai prendere il sopravvento sull’altra. Ma che è presente in ognuno di noi. Quando punta il dito accusatore sulle azioni cattive degli altri. Senza accorgersi che lo sta puntando contro uno specchio.
Chiude il portatile. Da una carezza al gatto. Riceve un miao di consolazione.
Sì lo so Maffy. Domani io non sarò nuova. Ma sarà un nuovo giorno.
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