lunedì, 28 gennaio 2008,15:41

Avreste bisogno di un’amnistia.  O meglio, ne avrei bisogno io!

Mafalda guarda con preoccupazione la lista delle pendenze in Outlook. Che cresce e cresce e ricresce.

Forse dovrebbe smettere di annotarsi tutto. E fare lo struzzo: quel che non si vede non c’è. Amen. Invece no. Si è innamorata dell’organizzazione e la trova estremamente seducente. Un nuovo passatempo insomma: organizza tutta la settimana a puntino, come se stesse facendo un puzzle. Ama i puzzle. Ad esempio, calcola che mentre fa da mangiare ci sta dentro, nei tempi morti, un po’ di tempo per stirare, o per pulire un cassetto di cucina. O rispondere a due mail noiose ma brevi... o semplicemente versarsi un bicchiere di vino e gustarselo mentre sfoglia velocemente un giornale a caccia di articoli che leggerà in un secondo tempo.

Si segna tutto. O quasi. Categorizza tutto. Spesso. E viaggia come un TGV sulla settimana. Per arrivare la domenica col fiato corto. Ma puntuale e soddisfatta.

A volte.

Altre invece prende l’accelerato. E fa a piedi gli ultimi chilometri. Arrivando con un ritardo mostruoso. Si arrampica poi sui vetri per non scivolare e farsi male. Inevitabilmente fallendo. Ha sempre qualche botta blu da qualche parte.

Gli opposti.                    

Questa è una sua grande qualità. Perché vivendo gli opposti riesce ad osservare  tutto quello che ci sta in mezzo senza irrigidirsi sulle stesse posizioni. Il risultato è spesso piacevole: è completamente cosciente che il grado di organizzazione è proporzionale al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Che tradotto significa: Tanto più  è organizzata, tanto più ha tempo per godersi pacificamente la vita.

 Le pendenze sono però una spina nel fianco: pende inesorabile e le infligge un dolore acuto e lancinante pari al peso del suo volume.

 Ha categorizzato le pendenze in due ceppi principali:

  • Quelle che le piacciono
  • Quelle che non le piacciono.

 La categoria più bastarda è ovviamente la seconda. La prima si risolve da sé: auto motivante; stimolante; gratificante.

 La seconda è un boccone indigesto: non si decide ne a venir su, ne ad andare giù. Le sta lì, sullo stomaco e le procura un fastidio costante e nauseante. Magari anche qualche bruciore.

 Naturalmente è ovvio che non appena marca una pendenza della seconda categoria come eseguita, la sensazione di leggerezza e sollievo che le deriva è estremamente appagante.  

 Poi si dice Eppure lo sai, lo sai, lo sai. E ci caschi sempre, sempre, sempre!

Poi ha suddiviso i due ceppi in sottocategorie:

  • Pendenze immediate
  • Pendenze a breve termine
  • Pendenze a medio termine
  • Pendenze a lungo termine
  • Pendenze senza scadenza

Le ultime sono quelle che non farà mai. E che probabilmente erediteranno i suoi figli: stanno lì. Sul fondo del suo stomachino e le urlano all’unisono Siamo quiiiiiiiiiii!!! Tanto lei ha imparato a ignorarle. Non ascolta tutte le parti di se stessa. Non è nata per essere perfetta. Proprio non le viene naturale esserlo. E quasi ci gode a lasciarle pendenti. È come fare qualcosa di proibito provandoci gusto. 

Mafalda riguarda la lista.

Tutte quelle pendenze pendenti. Rosso fuoco. Scottano. Sono infinite. Ce ne sono tante bastarde. Scorre la lista con gli occhi. Decide con quale partire…


Sì. Quella è la prima. Ma prima mi faccio un bel the con i biscotti: un po’ di piacere prima di svolgere il proprio dovere è un carburante essenziale per arrivare da qualsiasi parte!

 

 

 

author: anele65
category: racconti, mafalda, pendenze
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Commenti
#1   31 Gennaio 2008 - 21:23
 
Straordinario!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente anneheche

#2   01 Febbraio 2008 - 09:37
 
pendenze piacevoli è un ossimoro però il racconto è bello barava clapo clap
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#3   01 Febbraio 2008 - 17:47
 
Ciao la frase della presentazione Non cerco quello che trovo, perché smetterei di cercare...cerco perché quello che non trovo non mi basta mai è tua o l'hai presa da qualche parte? E' bella
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#4   01 Febbraio 2008 - 18:45
 
Anch'io sono pieno di tè e biscottini...
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#5   08 Febbraio 2008 - 17:13
 
Salve! Ebbene sì, per ora passo sul tuo blog solo per rispondere al commento che hai lasciato sul mio.

Grazie per avermi fatto visita e per i complimenti, prendi in prestito tutte le frasi che vuoi ;)
Non preoccuparti, poi, per la mia grinta: lei sta bene così com'è.

Au revoir! come dicono i francesi.
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