sabato, 26 gennaio 2008,21:44

È tempo di high-tech. È il tempo in cui il futuro lotta col passato per imporre la sua grandezza. Il suo potere. E non è cosciente che si sta già piegando a lui. Per convertirsi e diventare egli stesso parte di ieri. Destino inevitabile.

 Questione di tempo.

 È il tempo in cui Mafalda vive.

 Il portatile sulle ginocchia. Un divanetto. Una candela scalda olio essenziale di rosa. Un po’ di carta dappertutto.

 È appena stata adottata da un gatto nuovo. Il terzo. Sdraiato ora alla sua destra. Appallottolato contro la sua gamba. Pelo di seta. Tigrato. Bianco. Un po’ di tutto. Frutto di ottimi incroci. Forti e sani. I gatti hanno un certo ascendente su di lei.

Mafalda sta scrivendo un pezzo per il suo giornale. Le dita scorrono così velocemente sulla tastiera che sembrano solo sorvolarla. Neanche sfiorarla. Per nulla toccarla.

 A volte si immagina di superare in velocità i suoi pensieri. Rimanere con le dita a mezz’aria. E aspettare che il pensiero le raggiunga per continuare a scrivere. Sorride.

Non può guardarsi le mani mentre digita. Inciampa nei tasti. E le parole si accartocciano sullo schermo. Scontrandosi l’una contro l’altra.

 Allora non guarda. E fa finta invece di suonare il piano,  Una melodia appassionante come un pezzo della Carmina Burana, magari quello del cigno, o del Bolero. Lei, che sa suonare solo il campanello della porta. E quello del citofono. Sognando di suonare il saxofono. Lo strumento più sensuale ed emozionante che lei conosca. Il suo preferito.

Entro le dodici deve consegnare il raccontino. Il pezzo. L’articolo. La riflessione della settimana. Insomma un qualcosa di scritto che si possa leggere. Sta settimana è in ritardo. Fra un impegno e l’altro. Figli e fogli. Spesa e scartoffie. Gatti e varie, non ha avuto tempo.

No, non è vero.

Questa settimana l’idea non c’era. Non le veniva.

Non è facile trovare sempre l’argomento giusto da trattare per soddisfare un pubblico così differenziato.  Come quello dei lettori del suo giornale.

Non sempre ci riesce. Non sempre le scatta l'adrenalina in testa. L'adrenalina giusta.

Oggi però si è salvata in extremis. Il suo articolo parla dei biglietti della spesa. Sì, quei piccoli pezzettini di carta su cui si annotano tutte le cosine che mancano in cucina o in bagno. O nell’armadio delle pulizie. Quei pezzettini di carta che si dimenticano spesso a casa quando servono . Rimanendo attaccati al frigorifero o a un pannello.

Le è venuto in mente al supermercato. Fra uno scaffale e l’altro. Fra un litro di latte e il detersivo della lavatrice. Tenendo il suo  in mano. Ogni tanto pero se ne trova anche uno per terra. Un minuscolo pezzo di carta. Un bigliettino caduto da una tasca. Da un carrello.  

Quasi nessuno usa un PC per scriverlo. Sono scritti in genere a mano. Piccoli espressioni di vita quotidiana.

Mafalda guarda il suo. Di fianco al computer. Le ha salvato la settimana. 

Digita l’ultima frase e si rilegge.

Lascia riposare il pezzo per un’ora circa.

Per farlo lievitare.

Poi lo rilegge. Lo corregge. Lo raddrizza.

Un altro pensiero. Un’altra riflessione.

Poi lo invia. Via. Via.

E mentre schiaccia il tasto per la spedizione elettronica, le torna in mente una frase appena scritta, che rimbalza nel cervello come una pallina di gomma:

Nessun computer è in grado di esprimere l’emozione delle parole quanto una penna. Capace di interpretare, esprimere e riflettere sul foglio di carta opaco, chi la tiene in mano. Oltre le parole scritte.

Mafalda sfiora la sua biro preferita. Ne avverte tutta la leggera pesantezza. L’intensità. È sua testimone e interprete di tanti pensieri e di infiniti momenti della sua vita.

Accenna a un sorriso e ringrazia mentalmente chi gliel’ha regalata.

Di meglio poteva donarle poco.

 

 

 

 

 

 

 

 

author: anele65
category: racconti, mafalda, una penna, notte di pioggia
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Commenti
#1   27 Gennaio 2008 - 08:15
 
Il buon tempo antico.
La vecchia tradizione.
Il grammofono.

Coraggio...


;)
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#2   27 Gennaio 2008 - 15:37
 
Io spesso scrivo con la penna, poi trascrivo sul computer.

Ti mando un saluto dal Bunker-u.

Buon lavoro e buon tutto.
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#3   29 Gennaio 2008 - 18:16
 
buona la penna il tuo inchiostro è ricco e penetrante
è la prima volta che ti leggo------per caso----

se vuoi passa dal mio blog e se ti va scrivimi
con stima
ya'agob
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