Ad’un tratto la morte passa accanto. Non troppo. Qualche porta più in là. L’avverti per caso. Nell’aria.
Non è vicina. Non fa male di per sé. Fa male per il ricordo perenne della precarietà eterna del piccolo essere umano. Nella sua ricerca inesauribile di permanenza eterna Per altro inesistente.
Due morti in due vigilie. Un incidente. Una malattia.
Penso sempre a chi rimane. Alla voragine sulla quale vacilla. Quando aprendosi strappa dolore e solitudine. Sulla quale domani mi ci potrei trovare io stessa.
Dentro la voragine non fa così male. Fuori è l'inferno.