domenica, 06 gennaio 2008,23:30

Ad’un tratto la morte passa accanto. Non troppo. Qualche porta più in là. L’avverti per caso. Nell’aria.

Non è vicina. Non fa male di per sé. Fa male per il ricordo perenne della precarietà eterna del piccolo essere umano. Nella sua ricerca inesauribile di permanenza eterna Per altro inesistente.

Due morti in due vigilie. Un incidente. Una malattia.

Penso sempre a chi rimane. Alla voragine sulla quale vacilla. Quando aprendosi strappa dolore e solitudine. Sulla quale domani mi ci potrei trovare io stessa.

Dentro la voragine non fa così male. Fuori è l'inferno.

author: anele65
category: riflessioni, fine
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Commenti
#1   08 Gennaio 2008 - 17:22
 
E' vero, è meno doloroso stare dentro la voragine; man mano che il tempo trascorre, e guardiamo il movimento della vita, tutto diventa più doloroso, perché inizia un'atroce lotta contro la realtà. A rischiararci saranno fuggenti immagini gioiose che non possiamo trattenere, che ci ricondurranno indietro con la memoria e per un attimo ci renderanno sereni. Poi il cammino riprenderà, la coscienza squarcerà le nostre illusioni e, ogni tanto, ci soffermeremo stupiti ad osservare insignificanti fiori sui bordi delle strade: ci appariranno belli, di una bellezza straordinaria, perché lottano per sopravvivere.

Rosalba
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#2   09 Gennaio 2008 - 09:23
 
la morte è la morte, il resto sono chiacchiere e pippe mentali. Ogni voragine si richiude prima o poi.
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